Senza risettu

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Incapaci di star fermi, curiosi, impazienti, vivaci, in continuo movimento ma soprattutto un po’ zingari..è questo che i nostri genitori intendono, apostrofandoci con il termine dialettale “senza risettu”, ogni qualvolta vengono a sapere di una nostra partenza più o meno imminente.

Senza risettu è uno stile di vita, una condizione mentale, un modo di rapportarsi col mondo..si nasce senza risettu ma, soprattutto, si vive senza risettu per non morire quotidianamente, sopraffatti dall’abitudine e dalla continua omologazione delle personalità e dei comportamenti.

Toccare con mano come si vive negli altri continenti, amalgamarsi alla gente del posto cercando di non essere un “turista”, guardare il mondo con altri occhi, portare le esperienze di viaggio fatte nella propria vita per migliorarla, programmare subito un altro trip dopo averne appena concluso uno: è questo che amano le persone come noi..persone normali ma..SENZA RISETTU! 😉

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Questo sono io..uno dei due ideatori di questo blog..alle prese con la mia fotocamera digitale ad Agra (Uttar Pradesh, India). Se mi vedesse mia madre mi direbbe di mettermi subito le scarpe perchè il pavimento è sporco e di tagliarmi i capelli e la barba perchè in queste condizioni sembro “unu di chiddri foddri di Chi l’ha vistu” (uno degli scappati di casa di cui si occupa la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”).

Mi chiamo Salvatore (per gli amici Salvo, per la famiglia Tò) e sono nato nel 1980 a Mazara del Vallo, città di frontiera, dove se porgi l’orecchio verso il mare senti l’eco dei muezzin del Maghreb e se porgi l’orecchio verso l’entroterra senti il vibrante ed iptonizzante suono dello scacciapensieri.

La mia è stata un’infanzia tra due mondi quello siculo e quello arabo fatto di pasta con le melanzane fritte e couscous, di cannoli e qubbiat, di ciao e as-salam alaykum, di centro storico e medina. Curioso, fin da bambino, con una costante voglia di uscire, di far nuove amicizie e di sapere dove portasse quel meraviglioso Mar Mediterraneo che ogni estate mi abbracciava, ho coltivato la mia passione per l’archeologia e per le lingue straniere tanto da diventare insegnante di inglese come hobby e viaggiatore fai-da-te di professione: ogni week-end, ogni ponte, ogni festività si trasforma automaticamente in un viaggio più o meno lontano, in un’avventura da vivere, in un sogno da realizzare.

Viaggio in maniera low-cost e fai-da-te ormai da più di 10 anni e le mie esperienze ed abilità mi hanno permesso di visitare tante parti del mondo spendendo relativamente poco senza, però, mai rinunciare a piccole comodità (voli con al massimo uno scalo, hotel puliti e con bagno in camera, ristoranti tipici con prodotti di qualità). Non amo essere un turista quindi provo, ogni volta, a confondermi tra la gente del posto cercando, il più possibile, di vivere come loro vivono.

Come trip planner non lascio mai nulla al caso programmando il viaggio dalla A alla Z: da qui il soprannome “Furio” (il medico perfezionista interpretato da Carlo Verdone in “Bianco, Rosso e Verdone”) appioppatomi dalla mia partner. Agisco in questo modo per godere a pieno del viaggio e, soprattutto, per cercare di ridurre al minimo le difficoltà o i pericoli ai quali si può andare incontro: prima di ogni partenza, infatti, c’è sempre dietro uno studio approfondito che a volte può durare addirittura mesi.

Oggi, per necessità di lavoro, vivo nel profondo Nord Italia ma il sogno è quello di mettere al più presto in pratica il piano B:

MOLLARE TUTTO E LATITARE!!!!! 😉

Io sono Dani, sono nata nel 1982 e mi piacerebbe fermarmi in questa fase della vita in cui sei abbastanza maturo per prendere delle decisioni e, se sei stato abbastanza bravo e fortunato, hai anche l’indipendenza economica per farlo. Sono gli anni in cui hai la forza fisica e psicologica di affrontare qualsiasi cosa ed è proprio a trent’anni che ho imparato ad amare i viaggi: da allora non riesco più a farne a meno…una vera e propria dipendenza!

Da quando giro per il mondo, la prima cosa che mi chiedo quando osservo la vita degli altri è: “ma come fa la gente a non partire?”…mi rispondo: “Non sa cosa si perde!!”. Il fatto è che, rendendo il viaggio parte integrante della propria esistenza, si inizia a guardare la vita in modo totalmente differente: tutto prende una piega ed un senso diverso, tutto assume una forma completamente nuova.

Aver vissuto la mia infanzia nel profondo sud (in Calabria) e percorrere adesso il “mezzo del cammin” al nord (vivo infatti a Treviso) mi ha fatto capire le profonde differenze del nostro Paese e mi ha portato a non avere una vera e propria identità.

Questo mio non avere radici mi spinge a scoprire continuamente posti nuovi e sconosciuti alla ricerca di una terra di colore arancione, di un cielo azzurro, di angoli smussati, di un tempo sospeso nel quale si possa parlare con gente mai vista prima, di colori splendenti, di sapori e odori nuovi, di visi dai tratti incredibilmente diversi.

A differenza del mio “Furio”, che progetta scrupolosamente e attentamente i diversi tour, amo vivere il viaggio sul posto (soprattutto grazie a lui che pensa davvero a tutto), studiando la nostra guida cartacea soltanto quando mi trovo di fronte all’ennesima meraviglia.

Mi piace vivere come vive la gente del luogo e, quando torno a casa, adoro riproporre i piatti che ho assaggiato durante il viaggio (e che troverete nella pagina del blog “Il mondo in tavola”) utilizzando le spezie che, immancabilmente, compro nei vari mercatini e souk dei luoghi visitati.

Parto sempre con soltanto l’essenziale nello zaino in modo tale da poterlo riempire di oggetti comprati in viaggio che, una volta tornati in Italia, si trasformeranno di colpo in meravigliosi ricordi. La nostra casa “parla” ad ogni angolo dei nostri viaggi: in ogni parete c’è una tela dipinta a mano acquistata in giro per il mondo.

Adesso aspetto il prossimo viaggio e so già che, al rientro, starò già sognando la mia prossima meta…

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